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Il monastero di Moraca
Il monastero di Moraca è uno dei più famosi monumenti storici e culturali del Montenegro. Da secoli questo è un centro spirituale, educativo, politico e culturale.
Si trova vicino alla cascata di Svetigora, accanto al letto della Moraca, a dieci chilometri da Platija verso Kolasin. Circondato da un alto muro di pietra, con gli alloggi dei monaci nel cortile, monastero è decorato con affreschi e intagli artistici. Fu costruito da Stefan, figlio di Vukan, e nipote di Nemanja, nel 1252.
I turchi nel 1504 saccheggiarono la chiesa del monastero dell'Assunzione della Madonna, portandosi via anche il tetto di piombo. Solo dopo 70 anni la chiesa fu ricostruita, gli affreschi del XIII secolo erano danneggiate nella misura in cui durante
il XVII secolo tutta la chiesa è di nuovo affrescata. Vi lavoravano i migliori pittori dell'epoca, il Prete Strahinja dal Budimlje, Georgije Mitrofanovic il monaco del Hilandar, il capomastro Jovan, il capomastro Radul ed altri. Dalle pitture originali sono rimasti solo alcuni frammenti - il petto della Madonna con Gesù bambino sopra il portale ovest, come anche nella parte più grande di un pezzo dell'altare - l'icona del diacono.
Il contesto degli affreschi dell'icona del diacono si basa sull'illustrazione dei temi dell'altare e un ciclo del profeta Elia, e per questo si pensa che questa cappella fosse dedicata a lui. La pittura più monumentale rappresenta il profeta Elia inseguito da Ahavo, il peggiore di tutti i re di Giudea, che con forza solitaria si nasconde vicino al torrente Horat nelle montagne, facendo amicizia solo con una cornacchia che gli portava il cibo. Inusuale per la tematica e di valore artistica molto alto, il ciclo di Elia nel Morača occupa un posto speciale nella nostra antica pittura.
Già nei tempi della ricostruzione della metà del XVI secolo, nel più importante tempio
di Moraca fu creata anche una iconostasi, perché senza di essa non si poteva tenere la messa. Tutte le icone, tranne quella dell'Assunzione della Madonna, sono state disegnate dal frate Strahinja da Budimlje, il pittore più noto della fine del XVI e dell'inizio del XVII secolo.
La leggenda racconta che il monastero fu costruito con la pietra gialla di Tusina, e
che il popolo aveva formato una colonna lunga un giorno di cammino formata da uomini e donne, e in questo modo trasferì la pietra gialla di mano in mano, da Tusina al Moraca.






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